martedì 30 ottobre 2007

Momtezemolo ha sbagliato di un anno

Montezemolo ha detto bene (sono dodici anni che l'Italia non è governata) ma ha ha sbagliato d'un anno. Infatti tutto cominciò nel 1994 (ossia tredici anni fa) con la scesa in campo del Cavaliere.
Da allora la "Sinistra" (virgolettato) ha letteralmente perso la tramontana e tutte le sue buone intenzioni, ammesso ne avesse, sono state travolte dall'ansia antiberlusconista, motivo per cui ha operato poco e male, e continua a farlo tuttora.
D'altro canto la Destra (non virgolettato), quando ha avuto occasione di governare, ha sempre scelto (sia pure con qualche mugugno) di prosternarsi di fronte al suo "Capataz" il quale, più che il capo del governo, ha preferito fare il capo "dell'opposizione all'opposizione", per cui ha combinato di meno e di peggio.
Comunque un bravo a Luca-Luca!

Pensierino notturno

Chissà perché i governi fanno sempre gli interessi dei ricchi, visto che questi i loro interessi li sanno già fare da sé, e anche troppo bene.

domenica 28 ottobre 2007

Speranze assurde?

Povera sinistra ma soprattutto poveri salariati italiani se, per sentire "qualcosa di sinistra", debbono ascoltare le parole del signor governatore di Bankitalia!
Bravo Draghi! Continua così.
E bravo Montezemolo: hai parlato "a nuora perché suocera intenda", peccato che qualcuno molto in alto non lo capisca e l'abbia presa come offesa personale.
Due persone come voi m'inducono a pensare che qualche speranza si possa ancora coltivare... O no?

A proposito di Olof Palme

Gli ambienti conservatori yankee non odiano solo i comunisti ma detestano anche tutto ciò che puzza di socialismo democratico: evidentemente quei signori ignorano (o fingono d'ignorare) che la socialdemocrazia europea fu fiero avversario dei comunisti che minacciavano il nostro Continente; ciò dimostra (se ve ne fosse bisogno) che i conservatori yankee si batterono contro il comunismo non per amore della democrazia ma per paura che i comunisti arraffassero i loro soldi più o meno onestamente guadagnati.
Il guaio per i conservatori americani fu (ed è) che, in molti paesi d'Europa, la socialdemocrazia, unitamente ai movimenti cristiani e/o autenticamente liberali (con i quali ebbe confronti serrati ma sempre equilibrati e corretti), contribuì a realizzare una società mediamente migliore di quella yankee.
Per inciso, in questo quadro generale l'Italia ha rappresentato un'eccezione (e ti pareva!): quello socialdemocratico fu un partitino di scarso peso politico ma di discreto peso morale, almeno fino alla scomparsa di Saragat, quando fu travolto dagli scandali (e ti pareva!).
Quanto al PSI, dopo che il suo segretario più carismatico fu insignito del premio Stalin, intraprese un lungo e travagliato cammino verso la socialdemocrazia ma non incontrò sorte migliore del nemico/amico PSDI (e ti pareva!).
Qui in Italia, inoltre, s'è arrivati al grottesco (e ti pareva!): alcuni vecchi arnesi del vecchio PSI, animati da revanscismo più che da interesse per le "classi subalterne", militano in movimenti criptofascisti pur continuando a dichiararsi socialisti!
Ma questa è l'Italia e, soprattutto, questo è un altro discorso.
Riprendendo il filo, Ronald Reagan fu degno rappresentante dei summenzionati ambienti conservatori yankee, i quali vedevano e vedono nel libero mercato e nel liberismo selvaggio la soluzione di tutti i problemi sociali (non sono tanto imbecilli da credere che le cose stiano così ma fa loro comodo che lo creda la gente), mentre ogni forma di socialismo (democratico e non) è una spina nel loro fianco, soprattutto se, alla prova di fatti, funziona; e in Europa, in particolare nei paesi scandinavi, la socialdemocrazia ha dimostrato di funzionare .
Orbene: il premier svedese Olof Palme, un politico rampollo (ironia della sorte) d'una famiglia d'orientamento conservatore, molto amato nel suo paese e molto stimato a livello internazionale, era un prestigiosissimo esponente di quella socialdemocrazia che tanto benessere seppe donare a un paese, agli inizi del secolo scorso tra i più poveri del Vecchio Continente.
In pieno regime reaganiano Palme cadde vittima d'un attentato e il caso rimane tuttora irrisolto.
"A pensar male si fa peccato" afferma qualcuno "però..."
Bene, io sommo due più due, penso male e dico "però..."

sabato 27 ottobre 2007

Un apologo

Mi chiedo cos'abbia nella scatola cranica una certa sinistra che sostiene acriticamente la politica delle "porte aperte", manco l'Italia fosse una concessionaria Toyota in periodo d'incentivi.
Dubito pertanto che squatters, nullafacenti, sedicenti "liberals", ospiti di centri sociali che nemmeno i sindaci destrorsi osano chiudere, "compagni" in pelliccia e SUV eccetera - per tacere di taluni sant'uomini che... soprassediamo: meglio "lasciar stare i santi" - vogliano accettare il mio apologo, comunque io ci provo... Hai visto mai?
Ed ecco il mio apologo, se lor signori permettono.
Poniamo che un malnato scagli un candelotto di dinamite in un laghetto di montagna per farsi una scorpacciata d'innocue trotelle: non c'è dubbio che perfino un accanito antiambientalista (come il "buttero ubriacone" tanto per capirci) invocherebbe contro il malnato le giuste sanzioni di legge.
Se però un tizio, costretto a bazzicare le paludi amazzoniche, vede un branco di piranhas ben decisi a far di lui una squisita merenda e non ha altra arma che un candelotto di dinamite, non c'è dubbio che perfino un taleban-animalista oserebbe biasimarlo se usa il candelotto per difendersi.
Ora, egregi sinistrorsi generosi con i soldi altrui, il frequentatore delle paludi amazzoniche sarebbe l'italiano medio, assalito da un'orda famelica (i piranhas) proveniente da tutto il mondo e a tutto decisa pur di rapinare, saccheggiare, rubare; il candelotto di dinamite sarebbe il codice penale (non occorrono leggi speciali, signori fascisti, sappiamo quanto vi piacciono ma basterebbe applicare quelle che ci sono); manca solo il fiammifero, che è in mano a chi comanda ma non riesce ad accenderlo perché troppi soffiano contro non appena ci prova.
E chi soffia non siete solo voi, egregi sinistrorsi generosi con i soldi altrui, ma anche altri poteri ben più forti con cui, ironia della sorte, non avete il minimo feeling: le gerarchie ecclesiastiche, la mafia, un' imprenditoria disinvolta con il fisco (che lucra sui vantaggi dell'immigrazione extracomunitaria scaricando sul cittadino gli svantaggi), i movimenti razzisti che, dalle paure dei cittadini, traggono vantaggio in termini di voti (leghisti, dico a voi: piantatela di berciare che la sinistra difende i "bingobongo" perchè le porterebbero voti. In primo luogo i "bingobongo" non hanno diritto al voto e poi la maggioranza di loro non saprebbe tracciare una croce su una scheda al posto giusto; manco noi italiani riusciamo a capire la nostra politica, figuriamoci loro!)
Ma in fondo, obietterebbe il nostro sant'uomo, sono solo dei poveracci spinti dall'indigenza. D'accordo reverendo, anche i piranhas di cui sopra vorrebbero mangiare un tizio solo perché hanno fame, ma ciò non vuol dire che il tizio non debba difendersi.
Dunque niente crociate, niente razzismi, niente ronde che non servono a un beato piffero, ma semplice applicazione della legge esistente: tutt'al più si può perfezionare, e subito, la legge esistente nel senso d'agevolarne l'appicazione rigorosa ed evitare interpretazioni troppo garantiste della medesima.

venerdì 26 ottobre 2007

Assioma

Condizione necessaria per potersi definire democratici è l'essere anticomunisti e (non e/o) antifascisti. Ribadisco che questa è condizione solo necessaria ma non sufficiente, sennò si potrebbero definire democratici anche Hitler e Stalin.
Chi ha orecchie...

Tragica contabilità

Durata del regime nazista (1932/1945): 13 anni
Durata del regime comunista (1917/1991): 74 anni
Morti a causa del regime nazista (che fu poi una forma meno ipocrita di liberismo selvaggio, ideologia tutt’oggi imperversante): circa 50 milioni tra deportati nei lager, soldati di tutte le nazioni coinvolte nel conflitto, morti civili a causa del conflitto, morti per le inevitabili “rese di conti” durante e dopo la guerra, partigiani, persone decedute a causa di persecuzioni, arresti, torture, carcerazioni, ecc. operate dai nazisti (e trascuriamo i morti imputabili agli altri fascismi, ossia ai vari Mussolini, Franco, Pavelic, Tiso, Laval, dittatori e dittatorelli latinoamericani, colonnelli greci, a suo tempo lo stesso Saddam e simile feccia)
Orbene, se dividiamo 50 milioni per 13 anni fa circa 3,5 milioni di morti /anno, il che significa che, per ottenere una simile media annuale, i comunisti avrebbero dovuto far fuori circa 285 milioni di persone. Aggiungiamo pure i morti imputabili ad altri sistemi comunisti: castrismo, maoismo, titoismo, Kmer rossi e simile altra feccia; siamo comunque ben lontani dalla cifra sopra riportata (anche prendendo per buoni i 100 milioni sventolati dalla propaganda berlusconista).
Secondo quanto dimostra l’arido linguaggio dei numeri, i regimi nati, sostenuti, foraggiati, armati grazie ai capitalismi di tutte le risme, nazionali o transnazionali o sopranazionali o multinazionali, battono di gran lunga, in fatto di morti ammazzati e sul piano strettamente numerico, i regimi nati da un ideale destinato fatalmente a non realizzarsi perché non tiene conto dell’umana natura.
Si potrebbe dunque concludere che i capitalisti sono “più cattivi” dei comunisti?... Mah, meglio lasciare ai posteri l’ardua sentenza, perché troppe ferite sanguinano ancora e sanguineranno per chissà quanto; oltretutto, a questo punto, usciamo dal campo aritmetico ed entriamo in quello morale.